San Valentino, protettore degli innnamorati

Papa Gelasio, istitutore della festa di San Valentino

Papa Gelasio, ultimo pontefice africano, fu l'istitutore della festa di San Valentino. Viene ricordato anche per i moniti ai vescovi orientali sul primato di Roma e per il suo interesse verso i profughi in fuga dall'Italia per sfuggire a Teodorico

Papa Gelasio I, ultimo pontefice di origine africana, è fortemente legato a San Valentino: fu lui a istituzionalizzare la festività religiosa dedicata al vescovo di Terni che venne decapitato in tarda età per aver celebrato il matrimonio di un cristiano con una pagana. La ricorrenza si sostituì ai Lupercalia e alla sua diffusione in Europa contribuirono i monaci Benedettini, cui venne affidata alla fine del VII secolo la basilica di San Valentino a Terni.

Dei primi anni della sua vita si sa poco: si ignora l’anno di nascita e si presume che fosse appartenente al popolo berbero. Divenne papa il 1 marzo 492 e da subito si interessò ai profughi in fuga dall’Italia per l’invasione di Teodorico. Fu inoltre uno strenuo oppositore dei riti pagani ed eretici, perseguendo i manichei che venivano considerati eretici. A Gelasio si deve anche l’introduzione di ordinazioni nei periodi di magra e la definizione dei libri da considerare canonici.

Fu un papa molto prolifico: ci sono giunte quarantadue lettere intere e frammenti di altre quarantanove, oggi archiviate in Vaticano, nelle quali ricorda ai vescovi orientali il primato di Roma. A queste si aggiungono sei trattati, il decreto sui libri canonici e apocrifi e il libro "Della natura duale di Cristo” nel quale combatte le pretese, laiche ed ecclesiastiche, di Costantinopoli. Morì a Roma il 21 novembre 496 e venne sepolto nella Basilica di San Pietro in Vaticano.

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